Igiene delle Piscine: Manuale di Autocontrollo

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Igiene delle Piscine: Manuale di Autocontrollo

Igiene delle Piscine: Manuale di Autocontrollo

Anche le piscine private presenti in strutture turistico alberghiere come i villaggi turistici, i resort ecc., devono possedere un manuale di autocontrollo al fine di garantire la sicurezza dei fruitori ed il diffondersi di malattie tramite il contatto con l’acqua e le superfici della piscina stessa, docce e servizi igienici.
Le problematiche principali riguardano la diffusione di malattie della pelle a causa di batterie funghi patogeni ed anche problemi gastro interstinali dovuti all’ingestione di acqua contaminata.
La prevenzione prevede prima di tutto la stesura di un manuale di autocontrollo ed una serie di controlli ed analisi quotidiane e periodiche sugli impianti e sull’acqua.

Le categorie di Piscine

Con D.G.R. n.874 del 24 luglio 2006 è stato recepito a livello regionale l’accordo del 03 marzo 2003 tra il Ministero della Salute, le Regioni e le Province Autonome, relativo a “Aspetti igienico sanitari concernenti la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine ad uso natatorio” .

Le linee guida distinguono le piscine nelle seguenti categorie:

  • Categoria A – Piscine di proprietà pubblica o privata, destinate ad utenza pubblica comprendenti:
    1. piscine pubbliche propriamente dette;
    2. piscine ad uso collettivo (accessibili ai soli ospiti o clienti o soci di: esercizi di somministrazione alimenti e bevande; locali di intrattenimento e pubblico spettacolo; attività turistico ricettive, quali alberghi, campeggi, villaggi turistici, stabilimenti balneari, aziende agrituristiche con oltre 30 posti letto);
    3. collettività, quali: collegi, convitti, scuole, comunità, case di riposo;
    4. palestre, artigianato di servizio (beauty farm, centri benessere, centri estetici);
    5. circoli, associazioni;
    6. impianti finalizzati al gioco acquatico;
    7. strutture complesse rientranti in più di uno dei gruppi precedenti
  • Categoria B :
    1. piscine destinate solo ad uso alloggiati di strutture extralberghiere, aziende agrituristiche fino a 30 posti letto, strutture alberghiere fino a 120 posti letto, condomini fino a 9 unità abitative, aventi vasche con profondità media inferiore a 140 cm., pendenza di 8%, altezza massima dal fondo di 160 cm.;
    2. piscine ricreative, aventi requisiti morfologici e funzionali che le rendono idonee per gioco e balneazione, con profondità media inferiore a 110 cm., utilizzo riservato ad associato con accesso limitato ad un massimo di 70 persone contemporaneamente presenti, dotate di almeno 2 spogliatoi
  • Categoria C – Piscine ad usi speciali collocate all’interno di strutture di cura o termali, soggette a specifica disciplina.

Ai fini di garantire il rispetto dei requisiti di legge ed il mantenimento delle condizioni di sicurezza igienico sanitaria a tutela degli utenti, ogni piscina deve essere dotata di un piano di autocontrollo che, mediante analisi e monitoraggio dei processi e dei punti critici, assicuri il costante rispetto delle condizioni richieste e consenta l’attuazione degli interventi correttivi previsti in modo rapido ed efficace.

I controlli interni devono soddisfare l’esigenza della valutazione dei rischi presenti in ogni fase della gestione dell’attività. Il documento deve essere redatto secondo i seguenti principi:

  1. analisi dei potenziali pericoli igienico – sanitari per la piscina;
  2. individuazione dei punti o delle fasi in cui possono verificarsi tali pericoli e definizione delle relative misure preventive da adottare;
  3. individuazione dei punti critici e definizione dei limiti critici degli stessi;
  4. definizione del sistema di monitoraggio;
  5. individuazione delle azioni correttive;
  6. verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al variare delle condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei punti critici, e delle procedure in materia di controllo e sorveglianza.

Il piano di autocontrollo deve essere predisposto secondo le indicazioni delle disposizioni regionali; esso deve altresì contenere le misure correttive da adottarsi a seguito del mancato rispetto delle condizioni prefissate per ciascun punto critico. Il responsabile della piscina deve mantenere costantemente aggiornata la documentazione e le registrazioni delle attività compiute in applicazione del piano di autocontrollo.

Quali sono le Analisi delle Acque delle Piscine?

La G.U. 51 del 03/03/2003 riporta gli aspetti igienico-sanitari che devono essere rispettati per costruzione, manutenzione e vigilanza delle piscine a uso natatorio, trra queste disposizioni quelle che riguardano l’effettuazione periodica di analisi acqua di piscina,siano esse pubbliche o private, di tipo chimico-fisiche-microbiologiche .

Dato il rischio di ingestione, la metodologia di analisi acqua di piscina è la stessa dell’analisi di potabilità.

Tra gli elementi considerati i funghi,i lieviti e trialometani, che sono verificati su richiesta dell’Azienda Unità Sanitaria Locale.

Il Ministero della Salute può, prevedere ulteriori metodi di analisi.

Per garantire il benessere dei bagnanti è necessario effettuare periodicamente le analisi acqua di piscina, di tipo chimico-fisiche-microbiologiche periodiche per accertare e monitorare:

  • Conducibilità elettrica
  • Durezza totale
  • Ph
  • Torbidità
  • Odore e colore
  • Solidi sospesi e grossolani
  • Concentrazione di cloro
  • Conta batterica totale

Va quindi definito un sistema di monitoraggio e di analisi acqua di piscina periodico, che consenta il mantenimento dei parametri chimico-fisici richiesti dalla legge per garantire la salubrità dell’acqua.

Sono tre i punti di prelievo da considerare per effettuare il campionamento e la relativa analisi dell’acqua di piscina:

  1. Campionamento dell’acqua in un tratto della tubatura dopo il contatore per analizzare l’acqua di approvvigionamento
  2. Analisi dell’acqua di immissione in vasca tramite il campionamento dell’acqua dal rubinetto che rifornisce la vasca
  3. Analisi dell’acqua della vasca, prelevando direttamente dalla piscina un campione di acqua.

Quando effettuare le Analisi delle Acque delle Piscine?

Sempre.

Anche se si decide di alimentare la piscina con l’acqua del servizio pubblico, è necessario fare dei controlli sull’acqua della piscina, il gestore pubblico è responsabile della potabilità dell’acqua fino al contatore dell’acqua; dal contatore al rubinetto e per il conseguente uso, la responsabilità è del proprietario dell’impianto.

La qualità e la sanità dell’acqua di piscina deve essere garantita nel tempo attraverso la manutenzione e la pulizia periodica dei serbatoi della piscina, dei depuratori e il controllo degli impianti interni e delle tubazioni idriche.

Inoltre: Si consiglia di cambiare l’acqua della piscina in maniera completa almeno una volta l’anno o ad ogni inizio di stagione fare un controllo sulla potabilità con frequenza semestrale o annuale, o comunque quando si verificano delle situazioni improvvise che possono aver modificato la composizione dell’acqua.

Il Responsabile della piscina è obbligato a redigere un documento di autocontrollo della piscina.

Nella redazione di questo documento si deve considerare ogni aspetto che possa essere anche solo potenzialmente pericoloso, e predisporre le azioni che riducano la possibilità che si verifichino tali situazioni di pericolo.

Il Manuale di Autocontrollo della piscina deve contenere:

  • Analisi dei potenziali pericoli di carattere igienico-sanitario per la piscina
  • Individuazione dei punti critici in cui possono verificarsi delle situazioni di pericolo e le contro-misure da adottare
  • Le azioni correttive da mettere in pratica
  • Il sistema di monitoraggio previsto
  • Le modalità di verifica e riesame periodico del piano

Manuale di Autocontrollo Piscine

Il soggetto Responsabile della piscina deve inoltre tenere a disposizione delle autorità, in caso di ispezioni, tutta la regolamentazione relativa alla piscina.

In tale documentazione è compreso un registro che annoti i risultati e la data in cui si è eseguita l’analisi dell’acqua della piscina contenente gli esiti dei controlli su:

  • cloro attivo libero e combinato
  • temperatura e PH
  • la data di prelievo dell’acqua di piscina per le analisi.

Cosa possiamo fare per la tua struttura

Garantire un alto standard igienico-sanitario dell’acqua della piscina è quindi importante in termini di sicurezza.

Sicurezza per chi gestisce una struttura ricettiva, ricreativa e sportiva; sicurezza per chi, in cerca di un momento di svago e di refrigerio, potrebbe ritrovarsi in una situazione di pericolo nascosto. Sicurezza che può essere garantita solo attraverso un adeguato sistema di analisi acqua di piscina periodico ed affidandosi a consulenti specializzati nel settore. 

Consulenza in materia di igiene: FacileSicurezza è in grado di fornire un valido supporto a tutti gli operatori del settore, mediante tecnici specializzati

Verifica del rispetto dei requisiti di legge di locali ed attrezzature: FacileSicurezza propone delle verifiche di conformità legislativa, utilizzando le check-list adottate dagli organi di controllo in fase di ispezione.

Redazione di piani di autocontrollo: FacileSicurezza è in grado di elaborare piani di autocontrollo specifici per tutte le attività,  secondo il metodo HACCP ed in linea con i manuali di corretta prassi igienica approvati dal Ministero.

Analisi di acque: FacileSicurezza effettua campionamenti di acque e le analisi necessarie alla verifica dell’efficacia dei piani di autocontrollo adottati.

 

Contattaci per avere maggiori informazioni sulle normative in materia di igiene e piscine. Si tratta di obblighi che ti eviteranno di incorrere in sanzioni e che rendono sicuro il tuo luogo di lavoro o la tua attività.

 

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